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From Italo Vignoli <it...@vignoli.org>
Subject Re: [utenti-it] R: [utenti-it] versioni nuove
Date Thu, 03 Mar 2016 13:42:51 GMT
On 03/03/2016 13:21, Tassi Pierluigi wrote:

> Ma mia percezione in merito alle statistiche segnalate su openHub è
> che ci siano la maggiorparte di sviluppatori LO che committano poco,
> quanto basta per ottenere la modifica che si prefiggono e poi
> spariscono.

Nei progetti open source completamente indipendenti, come LibreOffice,
per avere un numero stabile di core developers - oggi sono circa 300 su
base annua - bisogna averne almeno il triplo su base assoluta, proprio
perché c'è una grossa volatilità tra i nuovi committer (fisiologica).

Da alcuni mesi la fondazione ha assunto un consulente, che manco a farlo
apposta arriva proprio dal progetto AOO (Ian Iversen), che ha il compito
di aumentare il numero dei nuovi committer che rimangono invece di
lasciare il progetto (in alcuni casi, per motivi più che leciti, in
quanto arrivano, risolvono un problema che gli stava a cuore, e poi
lasciano il progetto perché nella vita fanno altro).

> Ho provato a capire se esiste un comitato di verifica delle 
> pull-request e del codice che viene committato ma non sono riuscito
> a trovarne evidenza.

E' ovvio che esiste, e si chiama Engineering Steering Committe. Per la
cronaca, tutti i commit passano da Gerrit, dove vengono filtrati, e poi
vengono inseriti su master perché il codice venga compilato ogni giorno
da una Tinderbox. Se la compilazione va a buon fine, il master passa ai
test, altrimenti torna indietro, e i committer ricevono un messaggio in
cui gli viene richiesta una revisione del (o dei) commit. I test sono
sia automatici sia manuali, e prevedono l'apertura/chiusura di una
batteria di migliaia di documenti.

> Ciò si è verificato nel caso in cui mi trovai a valutare un
> documento ODT creato con LO che fallisce la validazione perché uno
> sviluppatore cinese ha integrato una modifica che permette di avere
> testo con sfondo e bordo colorato come se fosse evidenziato (che AOO
> non permette).

Questo è possibile se si utilizza ODF 1.2 Extended, che consente
l'estensione dello standard (con funzionalità in corso di valutazione
per la versione successiva dello standard stesso). Nel caso di ODF 1.2
LibreOffice ha i punteggi di conformità più alti tra tutte le suite, con
l'esclusione di WebODF, che però nasce come "reference implementation
for conformance". I dati sui punteggi di conformità sono disponibili sul
sito delle ODF PlugFest, e sono comunque rilasciati con licenza Creative
Commons.

Tutti i software permettono di definire nelle opzioni la tipologia di
ODF utilizzata per il salvataggio dei documenti. Certo, in assenza di
sviluppatori, ODF 1.2 e ODF 1.2 Extended tendono a essere la stessa
cosa, ma lo standard rimarrebbe eternamente fermo (e invece si sta
discutendo la versione 1.3, di cui LibreOffice contiene alcune
funzionalità sperimentali come l'embedding delle font).

> Questo è quanto mi preoccupa oggi giorno nella comunità di LO: la 
> presenza di tantissimi sviluppatori che contribuiscono spot senza
> che un sistema organizzato di controllo qualità verifichi non solo
> che il software rimanga funzionante ma che sia anche coerente allo
> standard ODF.

Il Governo Inglese ha scelto LibreOffice come reference implementation
dello standard ODF, che è stato adottato come unico standard per lo
scambio dei documenti nella pubblica amministrazione. Anche loro
incompetenti?

Nella verifica dello standard, quello che conta è ODF 1.2 - ovvero il
formato standard ISO - e non ODF 1.2 Extended, che contiene tutte le
sperimentazioni necessarie per l'evoluzione dello standard.

> Per quanto riguarda la presenza di aziende tra gli sviluppatori, 
> anche nella comunità LO la presenza è importante poiché sebbene sia 
> regolamentata dalla The Document Foundation per mezzo di limitazioni 
> alla quantità di contribuenti non è regolamentato il numero di 
> commit. Quindi mi risulta in questo momento che poche persone 
> effettuano migliaia di commit, e tante persone soltanto decine di 
> commit.

Prima di tutto, la presenza delle aziende è regolamentata - ergo,
limitata al 30% dei voti per garantire l'indipendenza del progetto -
negli organismi di controllo, ovvero Board of Directors e Membership
Committee, e non certo a livello di sviluppo. Prova ne è che il solo
Caolan McNamara, sviluppatore RedHat, fa il 20% di tutti i commit.

Sul fatto che ci siano pochi committer con un numero elevato di commit e
tanti con un numero ridotto ho già risposto. Deriva dalla necessità di
attrarre tanti committer per averne un numero elevato di stabili (siamo
intorno a 300 su base annua ormai da diversi anni).

Naturalmente, un progetto non indipendente come Apache OpenOffice ha gli
sviluppatori pagati da una singola azienda che lavorano a tempo pieno
(peraltro, erano solo 5), ma se questi lasciano rimane senza
sviluppatori (come è successo nella realtà).

LibreOffice in un giorno ha più committer "regolari" (ovvero, che
lavorano solo su LibreOffice) di tutti gli altri progetti di software
libero che non fanno riferimento a una sola azienda, e in ogni caso ne
ha un numero sempre confrontabile con quelli di questi progetti (ne ha
lo stesso numero di Google Chrome e più di Mozilla Firefox, e molti di
più di quanti ne aveva OpenOffice ai tempi di Sun).

> Naturalmente il brulicare di LO relativamente a AOO giova comunque 
> alla crescita e diffusione dello standard ODF sebbene però ipotizzo 
> che sia minato dagli sviluppatori spot che, secondo me, rischiano di 
> renderlo instabile e farlo somigliare a OOXML.

Se "brulicare" significa avere sviluppatori, ben venga il brulicare.

Per quanto riguarda lo standard ODF, credo sia il caso di sottolineare
come The Document Foundation e le singole aziende che contribuiscono a
LibreOffice come CIB, Collabora e RedHat facciano parte del comitato
tecnico, mentre IBM è completamente uscita.

In questo momento, i membri con diritto di voto del comitato tecnico ODF
sono i seguenti:

*Thorsten Behrens, CIB Labs*
*Andras Timar, Collabora Productivity*
Patrick Durusau, Individual (Chair)
Andreas Guelzow, Individual
Thomas O'Reilly, Individual
Svante Schubert, Individual
Jos van den Oever, Logius (Chair)
Darrin House, Microsoft
Péter Rakyta, MultiRacio
*Michael Stahl, Red Hat*
*Regina Henschel, The Document Foundation*

4 membri su 11 fanno parte dell'ecosistema LibreOffice, per cui direi
che l'affermazione secondo la quale LibreOffice gestisce ODF in modo non
rigoroso viene perlomeno ridimensionata.

Cordiali saluti.

-- 
Italo Vignoli - italo@vignoli.org
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