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From Italo Vignoli <it...@vignoli.org>
Subject Re: [utenti-it] AOO e LibreOffice
Date Sat, 13 Jun 2015 15:39:51 GMT
On 13/06/15 09:51, Ferrari Renato Maria wrote:
> Il 12/06/2015 15:11, davide@flossconsulting.it ha scritto:
>> Io rimango tra quelli che pensano che le due comunità dovrebbero, a
>> tutti i costi, cercare un compromesso che permetta ad entrambi di
>> portare avanti i propri valori. Apache Open Office nella figura di
>> Andrea Pescetti ha più e più volte aperto la porta, l'ultima volta al
>> FOSDEM. Non mi sembra che dall'altra parte ci sia tutta questa
>> volontà, anzi.

Come sempre, è esattamente il contrario: al FOSDEM c'è stato un
incontro, organizzato dal sottoscritto - nonostante la mia posizione
rispetto ad AOO - che è poi proseguito con una serie di discussioni tra
Ian Iversen e Thorsten Behrens. A un certo punto Ian Iversen ha inviato
un messaggio in cui diceva che il PMC di AOO (che credo sia il Project
Management Committee) ha espresso parere contrario rispetto alla
possibilità di un accordo con LibreOffice.

Purtroppo, ho eliminato il messaggio, ma posso chiedere a Thorsten di
recuperarlo (se mai qualcuno volesse la prova provata di quello che dico).

> Quando iniziò questa diatriba, il cambio di licenza di OpenOffice da
> parte di Oracle e la conseguente nascita di LibreOffice.

La storia viene spiegata con dovizia di particolari nel documento che ho
pubblicato sul mio blog, che è scritto come lo scriverebbe chiunque
abbia una preparazione accademica come la mia, ovvero come un saggio di
ricerca basato su fonti.

Ovviamente, chi non è d'accordo dice che è un documento fazioso, ma
trascura il fatto che tutte le affermazioni sono basate su documenti o
su fatti incontrovertibili.

Siete liberi di leggerlo oppure no, queste risposte sono ovviamente
sintetiche e non forniscono lo stesso livello di dettaglio.

LibreOffice è nato per motivi completamente diversi dalla licenza,
legati al futuro di OOo dopo l'acquisizione di Sun da parte di Oracle,
anche perché Oracle non ha cambiato la licenza di OOo.

Oracle ha fatto quello che tutti coloro con un minimo di competenza si
aspettavano che facesse, ovvero che valutasse il progetto OOo in base ai
suoi obiettivi di business, e una volta compreso che questi erano
incompatibili abbandonasse il progetto.

La licenza di OOo è passata da copyleft a permissiva per volere di IBM,
che voleva mantenere aperta la strada del prodotto proprietario (cosa
che è possibile con Apache License e non è possibile con MPL).

Aggiungo che la Apache License è la licenza open source preferita da
Microsoft, e che Apache Software Foundation è controllata - in un certo
senso - da Microsoft attraverso il suo President Ross Gardler, che è un
dipendente IBM.

Il Past President di Apache Software Foundation Jim Jagielski oggi è
President di Outercurve Foundation, finanziata solo da Microsoft, e ha
il compito di attrarre il maggior numero di progetti open source dentro
a una fondazione finanziata solo da Microsoft.

> Se poi, proprio, vogliamo mettere i puntini sulle i, la licenza di
> OpenOffice non rispetta i canoni dell'opensource, così come quelle di
> Apache in genere, per cui sarebbe abbastanza improprio parlare di
> software libero parlando di OpenOffice.

Al contrario, la Apache License - che io personalmente detesto, e
definisco predatoria invece che permissiva - è una licenza open source
sotto tutti i punti di vista, ed è OSI compliant.

Purtroppo, essendo nata da Apache Software Foundation, che è molto più
vicina alle aziende che alla comunità, protegge le aziende e non
protegge la comunità

> Tra le varie cose, tornando al passato, qualcuno mi spiegò che Apache è
> una Foundation, e per questo non usava codice di sviluppo OPenSource:
> non ebbi la prontezza di
> rispondere che anche Mozilla è una Foundation ed utilizza
> tranquillamente codice OpenSource.

Chi ha fornito la prima spiegazione è un incompetente, in quanto non
esiste relazione tra licenza e status del progetto: la licenza è una
conseguenza del modello di business (ricordiamoci che qualsiasi licenza,
anche la GPL, è un contratto, e quindi definisce i termini economici del
modello di business).

Chiunque può rilasciare un software con licenza copyleft, anche
Microsoft, se poi costruisce il proprio modello di business in base alla
licenza stessa (cosa che, ovviamente, con Microsoft - così come con IBM
e Oracle, tutte aziende che hanno una relazione solo tattica con il
software open source - non è possibile).

-- 
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